1. Le mie prime parole

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Appunti di momenti, sensazioni e pensieri.

Ho una borsa rossa nella quale getto tutto ciò che mi può servire durante le mie giornate fuori casa (principalmente esco per andare a rinchiudermi in università), non possono mancare la mia agenda rossa, l’astuccio con penne e matite (2H e 2B) ed infine, sparpagliati ovunque, blocchetti di post-it verdi, alcuni dei quali completamente scritti.

Appunto di tutto: cose da cercare in rete quando arrivo a casa, libri che vorrei leggere, cianfrusaglie da comprare, lista della spesa, visite mediche e tutto ciò che mi può venire in mente per il mio romanzo.
Forse “romanzo” è una parola troppo grossa, ma mi piace chiamarlo così, sentirlo reale al punto di non poterlo MAI trascurare.

Scrivo e studio per scrivere meglio, leggo, rileggo e cancello per poi riscrivere ancora.
Una busta in plastica trasparente contiene fogli con su scritti pezzi di trama, scalette, promemoria, schede di personaggi e luoghi, tutto ovviamente personalizzato dagli immancabili post-it verdi che aggiungono parti essenziali in precedenza dimenticate.

Ed ora apro la cartella che contiene il file word sul quale vive il mio romanzo, anche se gli ho da poco trovato un nome, continua a chiamarsi “1.doc”, torno a scrivere, oggi mi sono prefissata di finire pagina 50.

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6 responses to “1. Le mie prime parole

  • Pauline P. Brown

    Mi sono accorta solo ora di avere questo invito a seguirti sulla mia pagina FB: che bello, sono sempre assetata di blog, ispirazioni, idee, immagini che parlino di scrittura. Ma di quella vera: quella che concretizza sulle pagine un’idea scaturita da un niente in un insignificante momento di una banalissima – così pareva – giornata! Sono curiosa di seguirti in questa avventura: io ho sempre scritto/letto/scritto/letto, ma da buona Gemelli non ho mai portato a termine nulla, troppo ipercritica, troppo convinta di non aver nulla di nuovo/interessante da dire… Invece due anni fa, nel giro di 12 mesi di lavoro d’ufficio ammuffito, in stallo, noioso, ho partorito un lavoraccio di circa 400 pagine e uno più breve di un centinaio. Il secondo era in ricordo di una persona che è venuta a mancare che sentivo il bisogno di riabilitare nella mia anima, il primo è stato gettato nel mondo dei libri veri, ma è tornato effetto boomerang con una comunque soddisfacente risposta del tipo “L’idea è buona ma va limata, ci vorrebbe un intervento di editing, bla bla bla”. Per me è stato comunque un traguardo. Comunque stop alle divagazioni, ora taccio e leggo…te! :))

    • Chemical

      Ciao, sono contenta che tu abbia accettato l’invito. Anch’io come te perlustro la rete in cerca di ispirazione e informazioni. Mi fa molto piacere poter condividere la mia esperienza con altre persone che, come te, amano la scrittura.
      Ti faccio i complimenti per le tue quattrocento pagine, deve essere stata una bella faticata!
      Per quanto ne so io, le risposte standard all’invio di un lavoro sono: nessuna risposta, risposta con rifiuto, risposta con rifiuto personalizzata, risposta con rifiuto ma invito a riprovare (il tuo caso), accettazione.
      Quindi mi sembra comunque incoraggiante, vuol dire che hanno apprezzato il tuo scritto.

      • Pauline P. Brown

        Nella lettera c’erano dei veri e propri riferimenti a passaggi del mio scritto, uno in particolare che fa parte del finale: una dichiarazione di avvenuta lettura che onestamente per me è stata quasi come una risposta positiva! 🙂
        Anche perchè, come forse ho già detto, per me scrivere è un piacere e arrivare a digitare la parola FINE è una sfida con me stessa, se poi dovesse arrivare la pubblicazione tanto meglio!!!!!

      • Chemical

        Sono d’accordo con te, anch’io scrivo principalmente per il piacere di farlo e non vedo l’ora di editare per l’ultima volta il mio romanzo, stamparlo e averlo tra le mani. Anche perché penso che, una volta completato il primo, si raggiunga quel pizzico di sicurezza in più che porta a pensare di potercela fare ancora 🙂

  • RENATA

    Sono felice di aver accettato il tuo invito. Mi piace vedere come altre persone si muovono alla ricerca di spunti e parole per i propri pensieri per poi trasformarli in pagine di un racconto o di un romanzo. Mi sembri molto organizzata! Io sono un po’ più caotica. Scrivo alcune cose sul pc, altre su agende che poi dimentico di aver iniziato!! Comunque grazie di condividere con chi ti segue le tue esperienze.
    Renata

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