8. A proposito delle regole

Nei manuali di scrittura creativa troviamo sempre un capitolo sulle buone norme che ci viene caldamente consigliato di seguire. Queste regole esistono per evitarci gli errori fatali che si commetterebbero facendo o non facendo determinate cose. Gli scrittori più esperti, ad esempio, consigliano di tenersi alla larga da un certo tipo di espressioni o si raccomandano di non usare MAI parole terminanti in -zione, -ismo e -ente (se avete letto un manuale sapete di cosa sto parlando).
Io mi rapporto alle norme come se fossero avvertimenti. Li vivo quasi come un cartello stradale. Nelle strade di montagna troviamo dei segnali che indicano di fare attenzione al passaggio di animali selvatici. Non dicono di non passare su quella strada, ma, semplicemente, ci ricordano di essere prudenti nel farlo.
Nello stesso modo in cui pongo l’interesse su questo lato della regola, mi concentro anche sullo studiarla e capirla al meglio per poterla infrangere con efficacia. Come si suol dire “infrangi solo ciò che conosci”.
Non bisogna rischiare di dare un’immagine errata di se, questa è la difficoltà più grande che ho incontrato nei rari momenti in cui ho deciso di aggirare una regola. Un esempio perfetto di ciò che ho appena detto si può trovare quando si decide di non rispettare le regole grammaticali: se non si è abili ed esperti romanzieri, si rischia di passare per ignoranti. La grammatica è la convenzione che unisce tutti gli scrittori e vi è un tale rispetto per essa che difficilmente si sceglie di infrangerne i dettami. Come ogni cosa, in un buon romanzo, la grammatica, si può abbandonare solo se veramente necessario (altra buona norma di cui parlerò).
Aggiungo che ho deciso di attenermi alla maggior parte delle regole solo durante la revisione dello scritto (atteggiamento consigliato dai manuali che ho letto e che trovo assolutamente corretto). Se durante la prima stesura si tiene troppo a mente cosa fare e cosa non fare, si rischia di anteporre la forma alla trama e ciò non dovrebbe mai accadere. All’inizio non voglio fermarmi a riflettere troppo sullo stile. In un secondo momento sarà invece obbligatorio e lo farò anche tenendo conto dell’esistenza delle regole che, soprattutto quelle di stile, suggeriscono il modo migliore per essere apprezzati dal lettore.

Ho voluto fare questo preambolo prima di affrontare il, o i, post in cui parlerò del mio approccio alle regole di scrittura, per premettere che non ne sono una fan accanita (anzi!), però credo che serva conoscere ciò che ci può più facilmente far incappare nell’errore. Non a caso, quando ho appreso le diverse norme dai manuali, ho scoperto pecche che altrimenti non avrei mai scovato.
Detto ciò non voglio limiti alla creatività, ma desidero rispettare il buongusto ed il senso della misura.

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