13. I personaggi – Il protagonista

Il protagonista è il centro di tutto e attorno ad esso si svolge la trama. Ma chi è costui? Un tempo era l’eroe, ora è, più semplicemente, qualcuno in cui rispecchiarsi. Quando leggiamo, vogliamo carpirne il pensiero, percepirne la volontà, sapere com’è visto da chi gli sta intorno. Desideriamo vivere con lui gli avvenimenti che lo coinvolgono, sentirci al suo fianco quando abbatte il nemico o quando fallisce e il suo scopo pare irraggiungibile.
Il protagonista, per forza di cose, dovrebbe essere il personaggio meglio definito.

La protagonista è il primo personaggio che ho studiato. Seduta davanti ad un plico di fogli bianchi, con la penna in mano, mi sono posta delle domande e le ho schematizzate in questo modo:
Qual è il suo desiderio esplicito?
Qual è il suo desiderio nascosto?
Quali sono le sue paure?
Quali di queste paure sono consce e quali inconsce?
Ho cercato le risposte e da esse e ho iniziato a tracciare il suo profilo mentale. È scontato dirvi che, nel caso uno dei punti vada modificato in corso d’opera, probabilmente l’unica soluzione sarà riscrivere coerentemente ai nuovi dati.

Presa una nuova pagina bianca, mi sono dedicata a un altro aspetto fondamentale: l’antitesi tra desiderio e paura. Il protagonista dovrebbe sempre fare i conti con le sue paure e, allo stesso tempo, il suo desiderio dovrebbe essere così radicato e impellente da non poter essere trascurato. La soluzione ideale è incoraggiare il personaggio ad inseguire i propri sogni, al punto di dover perpetrare delle scelte che lo costringano a fronteggiare le sue paure.

Basandomi su quanto detto sopra, ho seguito uno schema narrativo estremamente efficace e diffuso. Inizialmente si rivela il desiderio del protagonista. Un episodio accende in lui la brama di realizzarlo. Per fare ciò, il protagonista si avvicina sempre di più al pericolo finché un evento scatenante dà inizio alla catena di avvenimenti che costituiscono il fulcro della storia. Il protagonista è posto davanti a scelte difficili e affronta ostacoli sempre più grandi. Nel frattempo, assistiamo al suo cambiamento interiore, che lo condurrà alla decisione finale: affrontare definitivamente la paura per raggiungere il desiderio.

Una volta modellata la trama sullo schema, ho descritto a una persona i desideri della protagonista, le sue paure e gli ostacoli che avrebbe incontrato. Consiglio a tutti di farlo perché aiuta a capire le potenzialità della narrazione. Se l’ascoltatore interrompe per domandare “e poi?” oppure ha fretta di conoscere il finale, si è sulla giusta strada. Non arrabbiatevi se, come nel mio caso, vi verranno mosse alcune obiezioni. Ricordate che ho scritto le prime dieci pagine di getto e poi le ho cestinate? Ho dovuto farlo perché non mi ero ancora rapportata allo schema né sottoposta a un giudizio esterno.
Non trovavo risposte alle domande viste sopra. La protagonista non aveva forze e debolezze nette. Non aveva desideri urgenti o paure schiaccianti. La trama non poteva proseguire.
Ho toccato con mano l’efficacia di questo approccio vedendo la coerenza della seconda stesura.

Sono tornata sul primo foglio per completare la scheda della protagonista. Ho creato sei categorie:
dati anagrafici, aspetto, psicologia, gestualità, rapporto con gli altri personaggi e caratteristiche varie.
Per prima cosa ho scelto nome, cognome, eventuale soprannome ed età.
Sono poi passata ad elencare le caratteristiche fisiche: occhi, capelli, statura, peso, pelle, segni particolari, eccetera.
Breve descrizione del carattere, degli aspetti psicologici e dei comportamenti correlati, come ad esempio la gestualità, il tono di voce, i tic, i gusti e il modo di vestire.
Ho sottolineato i difetti per non perderli di vista durante la stesura del romanzo.
È stato importante rimanere coerente specificando (nella scheda, non per forza nel romanzo) il luogo in cui si trova, in cui è nata, l’indirizzo, il lavoro attuale e quelli passati, gli hobby, i mezzi di trasporto posseduti, gli interessi, se ha o meno un credo religioso e chi più ne ha più ne metta.
Ho poi inserito il rapporto della protagonista con ogni singolo personaggio e una descrizione accurata del suo passato.
Anche se i genitori potrebbero non comparire mai nel romanzo, è sempre bene fare una scheda su di loro e un breve riassunto di essa su quella del protagonista. È utile fare anche una lista dei principali membri della famiglia: origini ed educazione sono fondamentali nel plasmare un carattere.

Insomma, nel creare la cartella della protagonista mi sono posta molte domande. Ne ho creato un elenco qui sotto. Solo alcune sono farina del mio sacco, altre le ho raccolte dai manuali e nel web (purtroppo non ricordo le fonti):

Come si chiama? Ha un soprannome? Di che colore sono i suoi occhi? I capelli? Ha caratteristiche somatiche? Segni particolari?
Chi sono i suoi amici? Da chi è composta la sua famiglia? Quali sono le persone con cui ama passare il tempo? Quali quelle con cui è costretto a passare del tempo?
Dove è nato? Dove vive? Dove si sente a casa? Dove va quando ha voglia di mangiare qualcosa?
Qual è la sua più grande paura? Chi sono i suoi confidenti? Con chi non si confiderebbe mai? Perché? Quali sono i suoi segreti?  Qual è l’evento più doloroso che ha vissuto?
Cosa lo fa ridere? Cosa lo fa piangere? Com’è il suo senso dell’umorismo?
È sposato? È Fidanzato? È innamorato? Ha il cuore spezzato? Ha l’amante?
È intelligente? Acculturato? Ha idee politiche? Quali sono le sue ambizioni? Che lavoro fa? Che stipendio percepisce? Qual è il suo tenore di vita? Quali sono state le sue esperienze lavorative? Quali sono i suoi cibi e le sue bevande preferite? Cosa c’è nel suo frigorifero? Sul pavimento della camera da letto? Nella sua spazzatura? Quali forme d’arte ama? Che scarpe indossa? Come sono i suoi calzini? Qual è il suo colore preferito? Quale il suo profumo? Quale odore associa ai suoi ricordi d’infanzia? Ogni quanto pulisce casa? È ordinato? Quali oggetti butta via più facilmente? A quali è più legato? Perché? Esce spesso? Dove va? Con chi?

Poche risposte troveranno spazio nel romanzo, ma la maggior parte vi servirà comunque per conoscere a fondo i vostri personaggi ed entrare in sintonia con loro.

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2 responses to “13. I personaggi – Il protagonista

  • Giovannoni Claudine

    Molte volte i personaggi riportati nei romanzi (forse ad eccezione dello stile fantasy), sono persone reali, alle quali viene modificato o l’aspetto esteriore o apportate delle variazioni allo stile o filosofia di vita. Questo può facilitare enormemente, ma la stesura di una storyboard o scheda descrittiva è comunque importante. Non bisogna però trascurare un fattore esogeno: non tutti siamo uguali e ciò che io apprezzo un’altra persona può trovarlo disgustoso… come con il cibo, per intenderci. Personalmente, visto che amo scrivere, ammetto di “scribacchiare” per divertire me stessa e quelle persone che amo. È una sorta di magia catartica che mi permette di portare fuori le mie paure, quelle delle persone con le quali interagisco, sviluppandosi poi in una trama che mescola il tangibile con l’irreale. Sì, forse è una sorta di egocentrismo, se vogliamo definirlo tale, per questo trovo interessante il tuo approccio al “come” cercare di catturare l’attenzione del potenziale lettore. Di fondo posso ammettere che non scrivo per soddisfare la curiosità morbosa del comune lettore, mi rivolgo maggiormente alla sensibilità di chi è stanco di leggere e guardare la violenza… di chi non vuole scene di sesso descritte fino al disgusto. Forse sono pochissimi quelli che posso chiamare “i miei lettori”… ma questo non mi affligge. Scrivo per diletto, il mio e quello di chi nella sensibilità effimera dell’attimo vissuto, si riconoscono e ritrovano nei miei racconti e romanzi. Ma questo è solo un punto di vista di una persona illetterata… prima di qualsivoglia pretesa.
    Claudine Giovannoni

    • Chemical

      Grazie per questo commento, è un ottimo spunto di riflessione.
      Credo che qualsiasi forma d’arte sia prima di tutto un piacere personale e solo in un secondo momento, possa trasformarsi in un lavoro. Il romanzo che sto scrivendo è un tentativo di dare vita ad un’opera che mi soddisfi, non cerco di pubblicare. Ho iniziato a studiare i manuali per affinare la tecnica. Il voler catturare il lettore non ha l’obiettivo di rendere più popolare la mia scrittura, bensì quello di migliorare il modo in cui scrivo.

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