14. Ambientazione

Personaggi e ambientazione non sono poi così diversi. Ci si dovrebbe prendere cura delle scenografie proprio come si fa per coloro che le popolano. È necessario conoscere nei particolari i luoghi e il tempo in cui si svolge la storia. Si deve illudere il lettore che ciò che sta leggendo sia reale. Veridicità e coerenza sono essenziali per dar vita ad un’ambientazione credibile.
Non è raro trovarsi con personaggi caratterizzati nei minimi dettagli, che si muovono in un impalpabile grigiore perché l’ambiente è stato tralasciato. Se non vi è nulla attorno alle figure ogni azione o parola perde di senso. In fondo, cosa ha motivo di esistere nel nulla?

Il luogo (città, paese, o nazione che sia) influenza le azioni del personaggio. Quest’ultimo non sarebbe la stessa persona se vivesse da un’altra parte. Tutti noi siamo condizionati da ciò che ci circonda. Quello che mangiamo, come vestiamo, i lavori che facciamo e i posti in cui passiamo il tempo, non sarebbero gli stessi se cambiassimo stato. È facile comprendere quanto sia importante stabilire con precisione lo spazio in cui si muovono i personaggi. Pensiamo a una donna che partorisce in ospedale con un’equipe di medici specializzati e alla stessa situazione, ma su una spiaggia con un unico dottore senza strumentazione. La percezione dell’evento cambia totalmente.

Il clima è fondamentale, esiste e si percepisce. Caldo, freddo, pioggia, neve, vento, umido, nuvoloso, grandine renderanno la narrazione più reale e non solo. L’umore può mutare radicalmente per via delle diverse condizioni atmosferiche. Andare al lavoro mentre infuria un temporale e arrivare a destinazione fradici, può innervosirci parecchio e mutare le sorti della nostra giornata.
In generale, tutta l’ambientazione influenza lo stato d’animo dei personaggi e del lettore. Se la notte è buia e tempestosa, si percepisce che presto accadrà un fatto oscuro, sarà palpabile il terrore del protagonista che avanza nella nebbia.
Un elemento di forza è dato dalla scelta di un luogo il cui significato è insito in ognuno di noi: una chiesa sconsacrata, un cimitero di notte, una sala operatoria, una spiaggia al tramonto, una scuola. Lo scrittore faticherà meno per rendere determinate sensazioni (dovrà comunque tener conto delle diverse accezioni che gli ambienti possono avere per i lettori di culture differenti).

Come si è fatto per i per i personaggi, si possono realizzare delle schede anche per l’ambientazione. Ogni luogo avrà una descrizione precisa e una tabella dei fatti che vi si svolgono. Se necessario, naturalmente, si potranno includere mappe e disegni.
Anche per il tempo è utile organizzarsi con calendari in cui inserire eventi e scene.
Quando poi si fa ricerca, soprattutto se la vicenda si svolge nel passato, è bene appuntarsi tutto ciò che c’è da sapere sul periodo scelto, come ad esempio le condizioni sociopolitiche e il progresso tecnologico. Non è entusiasmante gestire decine di pagine e annotazioni che non verranno mai inserite nel romanzo, ma è fondamentale conoscere tutto dell’epoca narrata. Senza questo studio, non si avranno gli elementi per rendere reale la storia e non si riuscirà ad ambientare correttamente i personaggi.
La gestione del tempo, è più complessa di quanto sembri. Non è pensabile raccontare ogni momento della giornata dei personaggi, ma non si possono nemmeno includere unicamente le scene clou. Senza indugiare sull’inutile, bisogna procedere rapidamente verso gli episodi principali e, una volta arrivati, rallentare. Tutto ciò facendo molta attenzione a non distorcere il senso del tempo. Occorre rendere fluida la lettura, senza dare l’impressione di aver tagliato delle parti. È pratico stabilire anche le distanze tra i luoghi in cui si muovono i personaggi, per non rischiare di far sembrare inverosimili gli spostamenti.

Se si sceglie di scrivere un romanzo fantastico i principi non cambiano: luogo e tempo dovranno essere ben chiari fin dall’inizio. Se si conosce da subito l’ambientazione, si riesce anche a mantenerne la veridicità.
È consigliabile accostare qualcosa di reale all’immaginario, solo così il nuovo mondo sarà considerato plausibile (credibile) dal lettore.
Quando invece si decide di collocare la storia in una città esistente, non si deve dimenticare che qualcuno ci abita per davvero: ogni luogo ha un’organizzazione sociale e una cultura ben definite e non si deve rischiare né di urtarle, né di distorcerle. Il territorio va rispettato.

Come ho già detto, si può fare tutto purché con un determinato scopo, quindi, anche nel caso delle ambientazioni, si può decidere di omettere spazio ed epoca, di non descrivere i luoghi, di non dare nomi alle città e di non collocare temporalmente il racconto. Tutto a rischio e pericolo dello scrittore.

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