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10. Regole – Show don’t Tell

Siamo giunti al secondo post sulle “regole” di scrittura creativa. O meglio, su LA REGOLA: Show, don’t Tell.
Mostra, non raccontare. Chi scrive l’avrà letto o sentito dire almeno una volta. È, probabilmente, il concetto più ribadito nell’ambito. Il Primo Comandamento degli scrittori. Insomma, è davvero importante prestare attenzione a questa tecnica narrativa, perché il mostrare è molto più efficace del raccontare!

Date spazio alla concretezza, le cose devono essere palpabili ed i particolari rimanere impressi nella memoria del lettore. Si devono evocare sensazioni ed immagini. I dettagli, anche quelli più minuziosi, devono essere così particolareggiati da risultare indimenticabili al lettore. Poche parole ma scelte con accuratezza. Invece di spiegare le caratteristiche di un personaggio, fatele trapelare dal modo in cui compie un’azione, o da ciò che dice. Non c’è bisogno di chiarire tutto, il lettore deve dare una propria interpretazione. È una delle cose più belle del leggere e avviene proprio quando si hanno determinati stimoli. Mi piace supporre che Tamara sia una persona frettolosa dal modo in cui si prepara per uscire, piuttosto che leggere “Tamara è una ragazza frettolosa”. Anche perché, in quest’ultimo modo, al lettore sembrerà che l’autore stia giudicando il personaggio e i commenti personali non vanno mai bene.
Insomma, il cuoco prepara la pietanza, ma sta all’assaggiatore scoprirne gli ingredienti.

Ricontrollando il mio romanzo mi sono resa conto che vi erano scene troppo descritte e poco mostrate, stessa cosa per quanto riguardava i gesti dei personaggi e i dialoghi.
Ci sono molti modi per mostrare ed uno di questi è l’utilizzo dei cinque sensi. Il lettore deve essere stimolato in più modi, deve sentire gli odori, i suoni, i sapori, vedere immagini e toccare, riuscire quasi a percepire ciò che tengono tra le mani i protagonisti della storia. Si può giocare a mischiare i sensi e, così facendo, dare emozioni incredibili ai lettori. A me piace molto descrivere i sapori e gli odori dei cibi, talvolta in chiave sinestetica (“avevano un odore piccante”).
Nella maggior parte dei casi, rileggendo la prima stesura, ci accorgeremo di aver dato ai personaggi solo l’uso della vista. Non ci resta che riscrivere alcune parti e far loro sentire gli odori dei diversi luoghi, i suoni per la strada, il caldo e il freddo. Questi accorgimenti  renderanno il romanzo più interessante. Ricordiamoci che nessun lettore proverà gusto nell’avere tra le mani un testo in cui ogni cosa è detta, viceversa sarà conquistato da una storia mostrata. Quando si mostra, si permette a chi legge di immedesimarsi ed entrare in contatto con la storia. Se mostrerete bene, al lettore parrà di addentrarsi nel romanzo a visitare personalmente la stanza disorganizzata di Tamara, tanto sarà realistico ciò che gli farete immaginare. Se gli rivelerete efficacemente le particolarità di un viso, riuscirà a vederlo sempre uguale per tutto il racconto, quasi gli sembrerà di conoscerlo.

Ciò non significa che non debbano esistere spiegazioni, anzi, in alcuni casi sono indispensabili. Ad esempio, per poter arrivare ad un momento cruciale senza spezzare la tensione con l’aggiunta di una scena di troppo.
Ogni elemento deve essere usato nel giusto modo, anche l’esagerazione del mostrare porta alla distruzione di un racconto. Ciascun ingrediente richiede un dosaggio ponderato.
Raccontare è necessario o il romanzo diventerebbe infinito e sposserebbe il lettore con la sua monotonia. Alterniamo con intelligenza il rivelare al mostrare ed otterremo una narrazione bilanciata e armonica. Ovviamente ognuno di noi dovrà trovare il giusto equilibrio per la propria opera.